IL CORPO
CONOSCERE SE STESSI E GLI ALTRI ATTRAVERSO I MESSAGGI DEL CORPO
Milano, 16 e 17 gennaio 2010
IL TEMA
Negli anni '60-'80, sulla base delle ricerche e degli scritti di W. Reich e di A. Lowen, si diffuse rapidamente anche in Europa la Bioenergetica e, più in generale, un'attenzione nuova verso il corpo, il suo utilizzo, le sue modalità espressive e soprattutto la relazione che esse hanno con le componenti della sfera emozionale.
In particolare si affermò il principio fondamentale secondo il quale: “ad ogni blocco emozionale corrisponde una contrattura/blocco corporeo”.
Questa affermazione si fece ancora più specifica quando Lowen affermò che “ in particolare i blocchi fisici si generano in quella parte del corpo che l'individuo utilizzerebbe per esprimere l'emozione bloccata”.
La Bioenergetica ebbe così anche il merito di tradurre in chiave occidentale il concetto di “canali e blocchi energetici” proprio della teoria orientale dei chakra.
L'interesse specifico per il corpo e le sue relazioni con la sfera emotiva si è gradualmente smorzato, non tanto per un superamento delle teorie bioenergetiche ma per il fatto che quasi tutte le correnti psicoterapeutiche hanno assunto e integrato nelle loro tecniche terapeutiche i principi della Bioenergetica.
Delle oltre settanta teorie e scuole psicoterapeutiche esistenti in Italia, la maggior parte ha integrato nelle proprie tecniche una parte delle scoperte della Bioenergetica, senza però porre su di esse sufficiente attenzione e quindi senza integrarle nei propri sistemi teorici. A farlo rimangono solo le scuole più vicine alla Bioenergetica che, per contro, hanno il limite di adottare schemi interpretativi e pratiche terapeutiche troppo focalizzate sul corpo.
Nella mia formazione la Bioenergetica ha avuto un peso fondamentale avendola per molti anni praticata su me stesso e sui pazienti, soprattutto nella terapia di gruppo. Per questo motivo ne ho assimilato teoria e tecnica come mia cultura di base, integrata poi con i fondamenti teorico-pratici della Gestalt e con i risultati molto significativi che ho ottenuto utilizzando varie forme di Art Therapy. Attualmente però, sia nella terapia individuale che in quella di gruppo, sto utilizzando un po' troppo poco la Bioenergetica e credo che ciò sia dovuto al fatto che, come tutti con il passare degli anni, vivo un po' meno con il corpo e di più con il cuore e con la mente. Ho verificato però che questo spostamento di equilibri, anche se giustificato dalla mia età, non dà buoni risultati.
Infatti il corpo, a qualunque età, rimane il nostro grande maestro, sede della vitalità e della saggezza animale ed elemento fondamentale per una vita di relazione calda e spontanea, nonché elemento equilibratore soprattutto nei confronti dell'inquietudine della mente.
Per queste ragioni ho deciso di fare un gruppo totalmente centrato sul corpo in modo da riportare l'attenzione, sia vostra che mia, su questo strumento fondamentale di vita, attraverso il quale possiamo fare contatto con i nostri blocchi emozionali ed imparare ad utilizzarlo più liberamente per eliminarli.
Riassumendo quanto detto finora si può dire del corpo che:
facendo contatto con esso si diventa più rapidamente consapevoli dei propri blocchi emozionali;
imparando a leggere e interpretare i suoi messaggi si può capire molto più profondamente la persona che abbiamo di fronte;
intervenendo con esercizi corporei sui suoi blocchi/contratture agevoliamo sensibilmente il lavoro terapeutico finalizzato a liberarci dai corrispondenti blocchi emozionali;
re-imparando ad esprimerci attraverso di esso rendiamo più calda, profonda ed efficace la comunicazione;
facendo contatto con esso ne riscopriamo la saggezza basata su una naturalezza e semplicità di tipo animale. Inoltre sentiamo meglio ciò di cui abbiamo bisogno e ritroviamo più facilmente il nostro bambino interiore (che vive soprattutto nel/e attraverso il corpo);
utilizzandolo di più verifichiamo la possibilità di migliorare l'equilibrio emozionale, riscoprendo la validità del detto: “Mens sana in corpore sano”.
OBIETTIVI
Non sarà ovviamente possibile ottenere in due giorni tutti i risultati che deriverebbero da una terapia Bioenergetica e pertanto mi pongo come obiettivo più realistico quello di aiutare i partecipanti a:
imparare ad ascoltare il proprio corpo;
imparare a leggere e decodificare i segnali che il corpo, nostro e degli altri, ci manda;
imparare a conoscere il legame tra blocchi fisici e psichici;
fare brevi sperimentazioni per verificare come intervenire sui blocchi fisici possa far cambiare le emozioni del momento;
ritrovare la capacità di esprimere le emozioni anche attraverso il corpo.
STRUMENTI TERAPEUTICI
Come nei gruppi precedenti utilizzeremo:
Strumenti corporei (più utilizzati del solito): espressione corporea, il movimento creativo, la danza, la comunicazione corporea, l’utilizzo libero della voce e il mimo.
Strumenti creativi: il disegno astratto e l’invenzione di favole.
Strumenti verbali: la condivisione a coppie o a gruppi, l’improvvisazione di comunicazioni verbali o scritte spontanee, il racconto di se stessi, l’utilizzo della mente e della parola per l’analisi e l’interpretazione.
L’ORGANIZZAZIONE
Il gruppo si terrà il 16 e 17 gennaio a Milano, presso la palestra “La Rosa” in Via Adriano, 45A (nel cortile interno - Metropolitana più vicina: MM2 - Crescenzago oppure, mettendosi d’accordo con me, MM1 Precotto).
Il sabato inizieremo alle 10 e finiremo alle 19; la domenica dalle 9.30 alle 18.30. Al mattino è necessario arrivare almeno 20 minuti prima dell'inizio.
Si consiglia un abbigliamento comodo. Ricordatevi di portare: carta da disegno, colori, carta da scrivere, penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.
Il gruppo sarà tenuto da me con la collaborazione di Marco Colombo.
– Gruppo di crescita a Milano il 19 e 20 settembre -
IL TEMA
L'idea e l'opportunità di fare un gruppo su questo tema è nata mentre stavo conducendo il precedente gruppo su “Il potere personale”. I partecipanti urlavano, imparavano a essere più assertivi, si pestavano i piedi l'uno con l'altro, ma quando si facevano esercizi sul far uscire i bisogni, le paure, la voglia di calore e di protezione molti dimostravano una grande difficoltà ad eseguirli. Eppure avevo chiaramente spiegato che “il potere personale”, nella sua accezione positiva, coincide con la capacità di essere sempre se stessi, naturalmente nel pieno rispetto degli altri.
Ha cioè un forte potere personale colui che sa essere felice nel pieno rispetto di se stesso e degli altri.
Mi sono reso conto, e poi ci ho riflettuto a fondo, che le parole “potere personale”, “adulto” e “forte” sono vissute come contrastanti con le parole “bambino”, “bisogno”, “paura” e “gioco”. Desidero perciò chiarire bene la relazione esistente tra queste parole e fare una breve digressione teorica.
Come spiega bene e sinteticamente la teoria dell' Analisi Transazionale, in ogni individuo esistono tre componenti: il bambino, l'adulto e il genitore. Abbiate perciò ben chiaro che “bambino” e “adulto” non sono parole contrastanti dato che è sano e corretto che convivano in ogni momento nello stesso individuo.
Esistono due altre parole che si possono usare come attributi positivi di un individuo:”maturo” ed “equilibrato”. Molte persona confondono ”maturo” con “adulto”. E' una grave imprecisione dato che una persona è matura quando è in grado di essere, sulla base della situazione e del proprio bisogno, bambina, adulta e genitore.
Ripetendo il concetto: è adulta una persona che è libera, in ogni momento, di esprimere il proprio bambino, l'adulto o il genitore.
“Equilibrato” è un aggettivo positivo il cui significato si avvicina molto a quello di “adulto”, in quanto esprime la capacità di una persona di manifestare, nel tempo, in modo equilibrato (cioè in armonia con i propri bisogni e con la situazione esterna) le tre componenti già menzionate della propria personalità o “carattere”.
Da questa premessa discende che, per diventare maturi, bisogna conoscere, accettare e vivere anche la propria parte bambina. Se non lo facciamo siamo “monchi cioè amputati” di una parte di noi importantissima in quanto carica di energia vitale e sede primaria delle nostre radici, delle fondamenta e dei bisogni più profondi.
Un altro valido motivo per fare riaffiorare il bambino interiore deriva dal fatto che blocchi e nevrosi si strutturano quasi sempre nell'età infantile. Pertanto per poterli sciogliere e curare è indispensabile conoscerli, per conoscerli è indispensabile farli riemergere e per fare ciò bisogna saper essere bambini.
Spesso la resistenza a liberare il bambino interiore è legata a dolori, sofferenze e paure che tale bambino si porta dentro. Per curarlo bisogna portarlo allo scoperto e fargli rivivere esperienze di relazione ben diverse da quelle che l'hanno traumatizzato: solo così si può cambiare la memoria dei suoi vissuti.
In sintesi far emergere il proprio bambino è presupposto indispensabile per:
- conoscerlo, in generale e nei suoi bisogni e paure;
- rassicurarlo e curarlo;
- manifestarlo e farlo incontrare con il bambino di altre persone;
- diventare capaci di capire meglio e accettare il bambino interiore altrui.
Vi ho convinti? Spero di sì e pertanto spero accorriate numerosi alla “Festa del Bambino Interiore”.
Siete curiosi di sapere cosa faremo nel gruppo? Ve lo anticipo solo a grandi linee per non togliervi il piacere (si fa per dire!) della sorpresa.
IL LAVORO IN GRUPPO
Per far affiorare le emozioni della nostra parte bambina faremo esercizi che, in qualche modo, facilitino la regressione, attraverso il mettere in atto uno o più comportamenti infantili.
Potranno essere corporei: succhiare, gattonare, farfugliare, strillare, fare capricci. Oppure semi-corporei come: giocare, cercare la mamma e il papà, parlare col proprio orsacchiotto o la propria bambola e così via.
Potranno anche essere esercizi verbali-immaginativi con l'utilizzo di foto e oggetti della propria infanzia. Oppure esercizi scritti o disegnati come una lettera al papà e alla mamma, un disegno fatto per loro o una favola infantile.
Oltre a questi ve ne saranno altri che non vi anticipo.
Comunque sarà un gruppo gioioso, carico di energia e, a tratti, emozionante.
Incontrerete la vergogna e la paura di vivere e mostrare il vostro bambino e così vi renderete conto del perché vi sentite vuoti, trattenuti e incompleti.
L’ORGANIZZAZIONE
Il gruppo si terrà il 19 e 20 settembre a Milano, presso la palestra “
Il sabato durerà dalle 10 alle 19 e la domenica dalle 9.30 alle 18.30.
Si consiglia un abbigliamento molto comodo. Bisogna portare carta da disegno e colori, carta da scrivere e penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.
Il gruppo sarà tenuto da Guido Grossi con la collaborazione di Marco Colombo.
Per informazioni e prenotazioni: guido.grossi@libero.it
Se vuoi davvero capire chi ti sta di fronte non chiedergli di parlarti di sé. Dimenticati di te, guardalo e lascialo entrare nel tuo cuore.
IL POTERE PERSONALE
– Gruppo di crescita a Milano il 9 e 10 maggio -
IL TEMA
Desidero anzitutto precisare cosa intendo per “Potere personale”.
In sintesi ritengo che una persona sia dotata di un grande potere personale quando ha la capacità di esprimere qualunque emozione e di scegliere il proprio comportamento in modo libero, cioè non condizionato dal mondo esterno, del quale tiene conto solo in termini di rispetto.
Ritengo cioè che il punto d’arrivo di un processo di crescita sia poter dire: “Mi sento libero di dire e fare qualunque cosa e scelgo il mio comportamento mediando tra il mio piacere e il rispetto per chi mi sta di fronte”.
Secondo me pertanto il principale contenuto del potere personale è la libertà. Non quindi il concetto classico di potere come forza di competizione, capacità di prevalere e di incutere paura, bensì quello esattamente opposto basato sulla libertà e sul rispetto di se stessi e dell’altro. Il vero potere consiste perciò nel sentirsi liberi, con una connotazione anche rivoluzionaria in quanto esso non riconosce e si oppone a qualunque tipo di potere oppressivo o competitivo.
Il lavoro sul potere personale è la naturale continuazione di quello fatto lo scorso anno sul bisogno di essere accettati: ha infatti, come uno dei principali obiettivi quello di ridurre drasticamente tale bisogno.
In questo gruppo ci concentreremo sulla capacità di:
esprimere in modo diretto le proprie emozioni e il proprio pensiero;
dire “no” a tutto ciò che “non ci va bene”, riuscendo a rifiutarlo;
chiedere ciò di cui sentiamo bisogno, superando la paura del rifiuto.
Giocheremo con la capacità di competere, di essere egocentrici, di urlare, di dire parolacce, di gettare via ogni senso di colpa.
Per tutta la durata del gruppo ci ricorderemo della preghiera della Gestalt, che il suo fondatore F. Pearls faceva ripetere all’inizio di ogni gruppo: “Io sono io, tu sei tu. Se riusciremo a fare un tratto di cammino insieme sarà bello, ricordando però sempre che io sono io e tu sei tu”.
Cercheremo anche di ricordare che:
ogni volta che non ci sentiamo liberi siamo noi che ci incateniamo;
ogni volta che proviamo senso di colpa siamo noi che ci incolpiamo:
ogni volta che sentiamo paura possiamo constatare che il pericolo esiste solo dentro di noi;
ogni volta che l’altro ci fa soffrire siamo noi che abbiamo una ferita ancora aperta;
il potere che gli altri hanno su di noi è solo quello che noi stessi abbiamo dato loro.
STRUMENTI TERAPEUTICI
Come in tutti i nostri gruppi, utilizzeremo diversi strumenti.
- Strumenti corporei: il movimento creativo, la danza, la comunicazione corporea, l’utilizzo libero della voce, il mimo.
- Strumenti creativi: il disegno astratto, l’invenzione di favole, le fantasie guidate.
- Strumenti verbali: la condivisione a coppie o a gruppi, l’improvvisazione di comunicazioni verbali spontanee, il racconto di sé stessi, l’utilizzo della mente e della parola per l’analisi e l’interpretazione.
L’ORGANIZZAZIONE
Il gruppo si terrà il 9 e 10 maggio a Milano, presso la palestra “La Rosa” in Via Adriano, 45 A (metropolitana più vicina MM2 - Crescenzago oppure, mettendosi d’accordo con me, MM1 Precotto).
Il sabato durerà dalle 10 alle 19 e la domenica dalle 9.30 alle 18.30.
Si consiglia un abbigliamento molto comodo. Bisogna portare carta da disegno e colori, carta da scrivere e penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.
Il gruppo sarà tenuto da Guido Grossi con la collaborazione di Marco Colombo.
Cercare di convincere è una sottile forma di violenza, la più diffusa forse, anche perché non percepita e vissuta come tale. Perché vuoi convincere? Se credi in qualcosa offrilo al tuo interlocutore o al tuo amico come un cibo buono, ma senza ingozzarlo... Lascia che sia lui a decidere liberamente se nutrirsi o meno di ciò che gli offri. Metti cioè a disposizione degli altri la tua esperienza di vita limitandoti a condividerla con loro. Voler convincere presuppone che esistan un giusto e uno sbagliato, un meglio e un peggio: è l'atteggiamento tipico di chi non ha capito che grande ricchezza sia il diverso da sé.
Se ti annoi non cercare di riempire il tempo con novità. Chiediti piuttosto quando hai iniziato a perdere curiosità per la vita.
(… e il bisogno d’amore)
Milano, 17 e 18/01/09 – Gruppo di crescita
Sono seduto alla mia scrivania e, riflettendo sul tema del gruppo cioè sulla “sessualità”, sento un leggero imbarazzo a doverne scrivere. Come mai? Perché provo difficoltà a parlare di quella che ritengo, prima ancora della fame, la più grande e meravigliosa forza della natura, quella che garantisce la conservazione e l’espansione di tutte le specie?
Penso alla sessualità e senza volerlo le associo parole come “proibito”, “peccato”, “sporco”… Eppure ho lavorato per anni sulla mia e sull’altrui sessualità e sono diventato, almeno così mi sembra per ciò che riguarda questo ambito, una persona sana ed equilibrata, che ha un ottimo rapporto con il proprio corpo e vive in modo positivo tutto quello che attiene alla sessualità. Malgrado ciò, qualcosa di sottile lavora ancora in senso negativo dentro di me, tanto da farmi sentire un po’ sulle spine nell’affrontare in gruppo questo argomento.
Chi ha sporcato la mia sessualità? La famiglia?
Infatti chi ci ha “sporcato” ha fatto anche di peggio catalogando come sottilmente negativo tutto ciò che attiene al sesso e come positivo tutto ciò che attiene all’amore. In tal modo ha separato e contrapposto amore e sessualità, buono e cattivo, permesso e vietato. Separandoli ha commesso un altro grande delitto, che è quello di impoverire l’amore togliendogli il sostegno magico e potente della sessualità e di impoverire quest’ultima privandola del principale dei suoi scopi che, nel genere umano, è quello di celebrare l’amore.
Quante persone ricorrono ad una sessualità praticata, a detta loro, senza amore, mentre in realtà la utilizzano per sentire dell’amore almeno il profumo!
E dentro di loro, mentre pensano di “scopare” in modo animale, vorrebbero che l’altro in qualche modo li amasse.
E quante persone non hanno il coraggio di dire: “Ti prego, facciamo l’amore: ho un bisogno disperato di pelle e di calore!”. E quante persone lo fanno solo per gioco, per non correre il rischio di sentire i bisogni ben più profondi che stanno dietro!
Preparando un lavoro sulla sessualità la mia mente si apre immediatamente ad un lavoro sull’amore… ma due giorni non bastano per trattare i due temi congiunti.
Ci concentreremo pertanto sulla sessualità. Ne parleremo insieme per confrontare il nostro vissuto con quello degli altri e con modelli nei quali la sessualità è una forza meravigliosa, centrale e creativa, e anche con modelli nei quali essa rappresenta un pericolo, una dipendenza, una spinta animale che si contrappone ad amore e spiritualità.
Parleremo di sessualità e piacere, di sessualità e vergogna, di sessualità e paura, di sessualità e libertà, di sessualità e amore.
Se ci sarà tempo lavoreremo anche sull’omosessualità che per molti è un forte tabù, mentre noi psicoterapeuti la riteniamo semplicemente conseguenza di uno sviluppo ritardato o di un blocco nella crescita sessuale dell’individuo e la trattiamo come una qualsiasi altra nevrosi.
Mi auguro che partecipino molti maschi in modo da raggiungere una parità numerica fra maschi e femmine. Sarebbe infatti molto utile per questo gruppo, dato che quasi tutti gli esercizi di coppia prevedono un abbinamento maschio-femmina.
L’obiettivo è quello di aiutarvi a uscire dal gruppo con:
- maggiore consapevolezza delle caratteristiche della vostra sessualità
- maggiore accettazione della stessa e di quella altrui
- meno vergogna o paura
- ma soprattutto un riavvicinamento e un’integrazione tra il bisogno di sessualità e il bisogno di amore.
Per ottenere ciò dovrete mettervi un po’ in gioco e, in alcuni momenti, rischiare. Fatelo: ne vale la pena! Infatti una sessualità priva di vergogna, vissuta in libertà e connessa all’amore è uno dei più bei regali che la vita ci offre.
STRUMENTI TERAPEUTICI
Come in tutti i nostri gruppi, utilizzerò diversi strumenti.
- Strumenti corporei: il movimento creativo, la danza, la comunicazione corporea, l’utilizzo libero della voce, il mimo.
- Strumenti creativi: il disegno astratto, l’invenzione di favole, le fantasie guidate.
- Strumenti verbali: la condivisione a coppie o a gruppi, l’improvvisazione di comunicazioni verbali spontanee, il racconto di sé stessi, l’utilizzo della mente e della parola per l’analisi e l’interpretazione.
L’ORGANIZZAZIONE
Il gruppo si terrà il 17 e 18 gennaio a Milano, presso la palestra “
Il sabato durerà dalle ore 10 alle ore 19, la domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30.
Si consiglia un abbigliamento molto comodo. Bisognerà portare carta da disegno e colori, carta da scrivere e penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.
Il gruppo sarà tenuto da Guido Grossi.