Pensieri riflessi

I saggi hanno spesso il difetto di scrivere cose troppo sagge
29/11/2009

 

IL CORPO
CONOSCERE SE STESSI E GLI ALTRI ATTRAVERSO I MESSAGGI DEL CORPO

Milano, 16 e 17 gennaio 2010


 

IL TEMA
Negli anni '60-'80, sulla base delle ricerche e degli scritti di W. Reich e di A. Lowen, si diffuse rapidamente anche in Europa la Bioenergetica e, più in generale, un'attenzione nuova verso il corpo, il suo utilizzo, le sue modalità espressive e soprattutto la relazione che esse hanno con le componenti della sfera emozionale.
In particolare si affermò il principio fondamentale secondo il quale: “ad ogni blocco emozionale corrisponde una contrattura/blocco corporeo”.
Questa affermazione si fece ancora più specifica quando Lowen affermò che “ in particolare i blocchi fisici si generano in quella parte del corpo che l'individuo utilizzerebbe per esprimere l'emozione bloccata”.
La Bioenergetica ebbe così anche il merito di tradurre in chiave occidentale il concetto di “canali e blocchi energetici” proprio della teoria orientale dei chakra.
L'interesse specifico per il corpo e le sue relazioni con la sfera emotiva si è gradualmente smorzato, non tanto per un superamento delle teorie bioenergetiche ma per il fatto che quasi tutte le correnti psicoterapeutiche hanno assunto e integrato nelle loro tecniche terapeutiche i principi della Bioenergetica.
Delle oltre settanta teorie e scuole psicoterapeutiche esistenti in Italia, la maggior parte ha integrato nelle proprie tecniche una parte delle scoperte della Bioenergetica, senza però porre su di esse sufficiente attenzione e quindi senza integrarle nei propri sistemi teorici. A farlo rimangono solo le scuole più vicine alla Bioenergetica che, per contro, hanno il limite di adottare schemi interpretativi e pratiche terapeutiche troppo focalizzate sul corpo.
Nella mia formazione la Bioenergetica ha avuto un peso fondamentale avendola per molti anni praticata su me stesso e sui pazienti, soprattutto nella terapia di gruppo. Per questo motivo ne ho assimilato teoria e tecnica come mia cultura di base, integrata poi con i fondamenti teorico-pratici della Gestalt e con i risultati molto significativi che ho ottenuto utilizzando varie forme di Art Therapy. Attualmente però, sia nella terapia individuale che in quella di gruppo, sto utilizzando un po' troppo poco la Bioenergetica e credo che ciò sia dovuto al fatto che, come tutti con il passare degli anni, vivo un po' meno con il corpo e di più con il cuore e con la mente. Ho verificato però che questo spostamento di equilibri, anche se giustificato dalla mia età, non dà buoni risultati.
Infatti il corpo, a qualunque età, rimane il nostro grande maestro, sede della vitalità e della saggezza animale ed elemento fondamentale per una vita di relazione calda e spontanea, nonché elemento equilibratore soprattutto nei confronti dell'inquietudine della mente.
Per queste ragioni ho deciso di fare un gruppo totalmente centrato sul corpo in modo da riportare l'attenzione, sia vostra che mia, su questo strumento fondamentale di vita, attraverso il quale possiamo fare contatto con i nostri blocchi emozionali ed imparare ad utilizzarlo più liberamente per eliminarli.
Riassumendo quanto detto finora si può dire del corpo che:

  • facendo contatto con esso si diventa più rapidamente consapevoli dei propri blocchi emozionali;

  • imparando a leggere e interpretare i suoi messaggi si può capire molto più profondamente la persona che abbiamo di fronte;

  • intervenendo con esercizi corporei sui suoi blocchi/contratture agevoliamo sensibilmente il lavoro terapeutico finalizzato a liberarci dai corrispondenti blocchi emozionali;

  • re-imparando ad esprimerci attraverso di esso rendiamo più calda, profonda ed efficace la comunicazione;

  • facendo contatto con esso ne riscopriamo la saggezza basata su una naturalezza e semplicità di tipo animale. Inoltre sentiamo meglio ciò di cui abbiamo bisogno e ritroviamo più facilmente il nostro bambino interiore (che vive soprattutto nel/e attraverso il corpo);

  • utilizzandolo di più verifichiamo la possibilità di migliorare l'equilibrio emozionale, riscoprendo la validità del detto: “Mens sana in corpore sano”.


 

OBIETTIVI
Non sarà ovviamente possibile ottenere in due giorni tutti i risultati che deriverebbero da una terapia Bioenergetica e pertanto mi pongo come obiettivo più realistico quello di aiutare i partecipanti a:

  • imparare ad ascoltare il proprio corpo;

  • imparare a leggere e decodificare i segnali che il corpo, nostro e degli altri, ci manda;

  • imparare a conoscere il legame tra blocchi fisici e psichici;

  • fare brevi sperimentazioni per verificare come intervenire sui blocchi fisici possa far cambiare le emozioni del momento;

  • ritrovare la capacità di esprimere le emozioni anche attraverso il corpo.


 

STRUMENTI TERAPEUTICI
Come nei gruppi precedenti utilizzeremo:

  • Strumenti corporei (più utilizzati del solito): espressione corporea, il movimento creativo, la danza, la comunicazione corporea, l’utilizzo libero della voce e il mimo.

  • Strumenti creativi: il disegno astratto e l’invenzione di favole.

  • Strumenti verbali: la condivisione a coppie o a gruppi, l’improvvisazione di comunicazioni verbali o scritte spontanee, il racconto di se stessi, l’utilizzo della mente e della parola per l’analisi e l’interpretazione.


 

L’ORGANIZZAZIONE
Il gruppo si terrà il 16 e 17 gennaio a Milano, presso la palestra “La Rosa” in Via Adriano, 45A (nel cortile interno - Metropolitana più vicina: MM2 - Crescenzago oppure, mettendosi d’accordo con me, MM1 Precotto).
Il sabato inizieremo alle 10 e finiremo alle 19; la domenica dalle 9.30 alle 18.30. Al mattino è necessario arrivare almeno 20 minuti prima dell'inizio.
Si consiglia un abbigliamento comodo. Ricordatevi di portare: carta da disegno, colori, carta da scrivere, penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.

Il gruppo sarà tenuto da me con la collaborazione di Marco Colombo.


postato da: GuidoGrossi alle ore 18:16 | link | commenti | commenti
categorie: il corpo, gruppi di terapia
14/11/2009

La verità è buona solo quando è detta con amore.
postato da: GuidoGrossi alle ore 14:00 | link | commenti | commenti
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12/11/2009

Caro paziente, perché vuoi da me attenzione e comprensione e tu non te le dai? Perché vuoi da me amore e tu non te lo dai? Pensi forse che quando li riceverai da me ti basteranno a colmare la mancanza di quello che non ti dai?
postato da: GuidoGrossi alle ore 10:00 | link | commenti | commenti
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10/11/2009

Un poco alla volta le parole si consumano, per lasciare spazio a un silenzio che avvicina profondamente o allontana irrimediabilmente.
postato da: GuidoGrossi alle ore 16:00 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: riflessioni
09/11/2009

Dà giudizi colui che ha paura di capire.
Si sforza di capire colui che ha paura di amare.
L'amore non giudica e non ha bisogno di capire.
postato da: GuidoGrossi alle ore 16:00 | link | commenti | commenti
categorie: paradossi
01/10/2009

La psicoanalisi ha la pretesa di far cambiare un individuo senza cambiare la sua realtà esterna.
La rivoluzione pretende di cambiare la realtà esterna senza interessarsi del cambiamento degli individui.
Forse ci vorrebbero psicoanalisti un po' più rivoluzionari e rivoluzionari un po' più psicologi.
postato da: GuidoGrossi alle ore 17:21 | link | commenti | commenti
categorie: paradossi
28/09/2009

Non fare un regalo, sii un regalo.
Non dare solo ciò che hai, ma soprttutto ciò che sei: la tua gioia, la tua vitalità, la tua fiducia e il tuo cuore. Il tuo regalo sarà tanto più prezioso quanto più tu sarai ricco interiormente. Se sei costretto a regalare solo ciò che hau, sii generoso nel ragalare ciò di cui hai scarsità e non solo ciò che possiedi in abbondanza.
postato da: GuidoGrossi alle ore 08:15 | link | commenti | commenti
categorie: paradossi
26/09/2009

Ora che sono arrivato al punto in cui non c'è più nulla che "devo", sento il grande vuoto del non "saper essere".
postato da: GuidoGrossi alle ore 17:27 | link | commenti | commenti
categorie: emozioni
23/09/2009

Scegli, sperimenta, cambia senza pretendere di capire.
postato da: GuidoGrossi alle ore 17:25 | link | commenti | commenti
categorie: emozioni
21/09/2009

Quando la notte cala nella tua vita non scoraggiarti: prima o poi si alzerà un'alba.
Approfittane invece per riposare e guardarti dentro, dato che la mancanza di luce ti impedisce di vedere fuori. Non aver paura dei fantasmi che emergono dal buio, piuttosto cerca di conoscerli meglio dato che essi albergano in te e con loro devi imparare a convivere. Quando la luce tornerà sarà come uscire da una malattia: tutto ti sembrerà più bello e chiaro.
postato da: GuidoGrossi alle ore 10:21 | link | commenti | commenti
categorie: riflessioni
19/09/2009

Le "malattie" psichiche sono fortemente contagiose; anche per questa ragione stanno rapidamente dilagando. Il depresso infatti fa deprimere chi gli sta vicino così come l'ansioso trasmette la propria ansia. L'aggressivo stimola l'aggressività e la persona "vuota", nel tentativo di riempirsi, svuota chi le sta intorno.
Per arginare queste patologie non si può far altro che sostenere tutto ciò che aiuta le persone a maturare.
La malattia infatti si riduce solo quando incontra una "sanità" che abbia almeno la sua stessa forza.
Ma per aiutare le persone a crescere, oltre ad agire sugli individui, bisogna contribuire a trasformare il tipo di vita nevrotizzante della nostra società in un altro che abbia come principale obiettivo quello di far evolvere interiormente l'individuo.
postato da: GuidoGrossi alle ore 17:16 | link | commenti | commenti
categorie: riflessioni
27/08/2009

 

LA FESTA DEL BAMBINO INTERIORE

 

– Gruppo di crescita a Milano il 19 e 20 settembre -

 

IL TEMA

L'idea e l'opportunità di fare un gruppo su questo tema è nata mentre stavo conducendo il precedente gruppo su “Il potere personale”. I partecipanti urlavano, imparavano a essere più assertivi, si pestavano i piedi l'uno con l'altro, ma quando si facevano esercizi sul far uscire i bisogni, le paure, la voglia di calore e di protezione molti dimostravano una grande difficoltà ad eseguirli. Eppure avevo chiaramente spiegato che “il potere personale”, nella sua accezione positiva, coincide con la capacità di essere sempre se stessi, naturalmente nel pieno rispetto degli altri.

Ha cioè un forte potere personale colui che sa essere felice nel pieno rispetto di se stesso e degli altri.

Mi sono reso conto, e poi ci ho riflettuto a fondo, che le parole “potere personale”, “adulto” e “forte” sono vissute come contrastanti con le parole “bambino”, “bisogno”, “paura” e “gioco”. Desidero perciò chiarire bene  la relazione esistente tra queste parole e fare una breve digressione teorica.

Come spiega bene e sinteticamente la teoria dell' Analisi Transazionale, in ogni individuo esistono tre componenti: il bambino, l'adulto e il genitore. Abbiate perciò ben chiaro che “bambino” e “adulto” non sono parole contrastanti dato che è sano e corretto che convivano in ogni momento nello stesso individuo.

Esistono due altre parole che si possono usare come attributi positivi di un individuo:”maturo” ed “equilibrato”. Molte persona confondono ”maturo” con “adulto”. E' una grave imprecisione dato che una persona è matura quando è in grado di essere, sulla base della situazione e del proprio bisogno, bambina, adulta e genitore.

Ripetendo il concetto: è adulta una persona che è libera, in ogni momento, di esprimere il proprio bambino, l'adulto o il genitore.

“Equilibrato” è un aggettivo positivo il cui significato si avvicina molto a quello di “adulto”, in quanto esprime la capacità di una persona di manifestare, nel tempo, in modo equilibrato (cioè in armonia con i propri bisogni e con la situazione esterna) le tre componenti già menzionate della propria personalità o “carattere”.

Da questa premessa discende che, per diventare maturi, bisogna conoscere, accettare e vivere anche la propria parte bambina. Se non lo facciamo siamo “monchi cioè amputati” di una parte di noi importantissima in quanto carica di energia vitale e sede primaria delle nostre radici, delle fondamenta e dei bisogni più profondi.

Un altro valido motivo per fare riaffiorare il bambino interiore deriva dal fatto che blocchi e nevrosi si strutturano quasi sempre nell'età infantile. Pertanto per poterli sciogliere e curare è indispensabile conoscerli, per conoscerli è indispensabile farli riemergere e per fare ciò bisogna saper essere bambini.

Spesso la resistenza a liberare il bambino interiore è legata a dolori, sofferenze e paure che tale bambino si porta dentro. Per curarlo bisogna portarlo allo scoperto e fargli rivivere esperienze di relazione ben diverse da quelle che l'hanno traumatizzato: solo così si può cambiare la memoria dei suoi vissuti.

In sintesi far emergere il proprio bambino è presupposto indispensabile per:

-       conoscerlo, in generale e nei suoi bisogni e paure;

-       rassicurarlo e curarlo;

-       manifestarlo e farlo incontrare con il bambino di altre persone;

-       diventare capaci di capire meglio e accettare il bambino interiore altrui.

Vi ho convinti? Spero di sì e pertanto spero accorriate numerosi alla “Festa del Bambino Interiore”.

Siete curiosi di sapere cosa faremo nel gruppo? Ve lo anticipo solo a grandi linee per non togliervi il piacere (si fa per dire!) della sorpresa.

 

IL LAVORO IN GRUPPO

Per far affiorare le emozioni della nostra parte bambina faremo esercizi che, in qualche modo, facilitino la regressione, attraverso il mettere in atto  uno o più comportamenti infantili.

Potranno essere corporei: succhiare, gattonare, farfugliare, strillare, fare capricci. Oppure semi-corporei come: giocare, cercare la mamma e il papà, parlare col proprio orsacchiotto o la propria bambola e così via.

Potranno anche essere esercizi verbali-immaginativi con l'utilizzo di foto e oggetti della propria infanzia. Oppure esercizi scritti o disegnati come una lettera al papà e alla mamma, un disegno fatto per loro o una favola infantile.

Oltre a questi ve ne saranno altri che non vi anticipo.

Comunque sarà un gruppo gioioso, carico di energia e, a tratti, emozionante.

Incontrerete la vergogna e la paura di vivere e mostrare il vostro bambino e così vi renderete conto del perché vi sentite vuoti, trattenuti e incompleti.

 

L’ORGANIZZAZIONE

Il gruppo si terrà il 19 e 20 settembre a Milano, presso la palestra “La Rosa” in Via Adriano, 45A (metropolitana più vicina MM2 - Crescenzago oppure, mettendosi d’accordo con me, MM1 Precotto).

Il sabato durerà dalle 10 alle 19 e la domenica dalle 9.30 alle 18.30.

Si consiglia un abbigliamento molto comodo. Bisogna portare carta da disegno e colori, carta da scrivere e penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.

Il gruppo sarà tenuto da Guido Grossi con la collaborazione di Marco Colombo.

 

Per informazioni e prenotazioni: guido.grossi@libero.it

 

postato da: GuidoGrossi alle ore 10:28 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: appuntamenti
11/05/2009

Se non vai d'accordo con qualcuno, perché vuoi farlo cambiare? Che diritto hai? Occupati piuttosto del tuo cambiamento. Se lui non ti piace sei libero di interrompere il rapporto. Ma poiché nella vita tutte le persone che incontrerai avranno qualcosa che non ti andrà bene, cambia tu stesso sviluppando la capacità di accettare sempre di più il diverso da te. Faticherai di meno e otterrai di più.
postato da: GuidoGrossi alle ore 11:59 | link | commenti | commenti
categorie:
10/05/2009

Se vuoi davvero capire chi ti sta di fronte non chiedergli di parlarti di sé. Dimenticati di te, guardalo e lascialo entrare nel tuo cuore.

postato da: GuidoGrossi alle ore 13:16 | link | commenti | commenti
categorie: emozioni
20/03/2009

 IL POTERE PERSONALE

Gruppo di crescita a Milano il 9 e 10 maggio -


IL TEMA

Desidero anzitutto precisare cosa intendo per “Potere personale”.

In sintesi ritengo che una persona sia dotata di un grande potere personale quando ha la capacità di esprimere qualunque emozione e di scegliere il proprio comportamento in modo libero, cioè non condizionato dal mondo esterno, del quale tiene conto solo in termini di rispetto.

Ritengo cioè che il punto d’arrivo di un processo di crescita sia poter dire: “Mi sento libero di dire e fare qualunque cosa e scelgo il mio comportamento mediando tra il mio piacere e il rispetto per chi mi sta di fronte”.

Secondo me pertanto il principale contenuto del potere personale è la libertà. Non quindi il concetto classico di potere come forza di competizione, capacità di prevalere e di incutere paura, bensì quello esattamente opposto basato sulla libertà e sul rispetto di se stessi e dell’altro. Il vero potere consiste perciò nel sentirsi liberi, con una connotazione anche rivoluzionaria in quanto esso non riconosce e si oppone a qualunque tipo di potere oppressivo o competitivo.

Il lavoro sul potere personale è la naturale continuazione di quello fatto lo scorso anno sul bisogno di essere accettati: ha infatti, come uno dei principali obiettivi quello di ridurre drasticamente tale bisogno.

In questo gruppo ci concentreremo sulla capacità di:

  • esprimere in modo diretto le proprie emozioni e il proprio pensiero;

  • dire “no” a tutto ciò che “non ci va bene”, riuscendo a rifiutarlo;

  • chiedere ciò di cui sentiamo bisogno, superando la paura del rifiuto.

Giocheremo con la capacità di competere, di essere egocentrici, di urlare, di dire parolacce, di gettare via ogni senso di colpa.

Per tutta la durata del gruppo ci ricorderemo della preghiera della Gestalt, che il suo fondatore F. Pearls faceva ripetere all’inizio di ogni gruppo: “Io sono io, tu sei tu. Se riusciremo a fare un tratto di cammino insieme sarà bello, ricordando però sempre che io sono io e tu sei tu”.

Cercheremo anche di ricordare che:

  • ogni volta che non ci sentiamo liberi siamo noi che ci incateniamo;

  • ogni volta che proviamo senso di colpa siamo noi che ci incolpiamo:

  • ogni volta che sentiamo paura possiamo constatare che il pericolo esiste solo dentro di noi;

  • ogni volta che l’altro ci fa soffrire siamo noi che abbiamo una ferita ancora aperta;

  • il potere che gli altri hanno su di noi è solo quello che noi stessi abbiamo dato loro.


STRUMENTI TERAPEUTICI

Come in tutti i nostri gruppi, utilizzeremo diversi strumenti.

- Strumenti corporei: il movimento creativo, la danza, la comunicazione corporea, l’utilizzo libero della voce, il mimo.

- Strumenti creativi: il disegno astratto, l’invenzione di favole, le fantasie guidate.

- Strumenti verbali: la condivisione a coppie o a gruppi, l’improvvisazione di comunicazioni verbali spontanee, il racconto di sé stessi, l’utilizzo della mente e della parola per l’analisi e l’interpretazione.


L’ORGANIZZAZIONE

Il gruppo si terrà il 9 e 10 maggio a Milano, presso la palestra “La Rosa” in Via Adriano, 45 A (metropolitana più vicina MM2 - Crescenzago oppure, mettendosi d’accordo con me, MM1 Precotto).

Il sabato durerà dalle 10 alle 19 e la domenica dalle 9.30 alle 18.30.

Si consiglia un abbigliamento molto comodo. Bisogna portare carta da disegno e colori, carta da scrivere e penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.

Il gruppo sarà tenuto da Guido Grossi con la collaborazione di Marco Colombo.

postato da: GuidoGrossi alle ore 17:45 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: appuntamenti, gruppi di terapia, il potere personale
19/03/2009

Cercare di convincere è una sottile forma di violenza, la più diffusa forse, anche perché non percepita e vissuta come tale. Perché vuoi convincere? Se credi in qualcosa offrilo al tuo interlocutore o al tuo amico come un cibo buono, ma senza ingozzarlo... Lascia che sia lui a decidere liberamente se nutrirsi o meno di ciò che gli offri. Metti cioè a disposizione degli altri la tua esperienza di vita limitandoti a condividerla con loro. Voler convincere presuppone che esistan un giusto e uno sbagliato, un meglio e un peggio: è l'atteggiamento tipico di chi non ha capito che grande ricchezza sia il diverso da sé.

postato da: GuidoGrossi alle ore 10:47 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: riflessioni
19/03/2009

Con cuore generoso presta i tuoi sogni a chi è malato di realtà.
postato da: GuidoGrossi alle ore 10:36 | link | commenti | commenti
categorie: emozioni
08/02/2009

VIENI IN VACANZA CON NOI !

In Val Badia dal 20 al 28 giugno 2009

 

www.vacanzeconnoi.sitiwebs.com

 

postato da: GuidoGrossi alle ore 14:15 | link | commenti | commenti
categorie: appuntamenti, vieni in vacanza con noi
05/02/2009

Ascolta oppure fatti ascoltare. Non perdere tempo a discutere.
postato da: GuidoGrossi alle ore 16:11 | link | commenti | commenti
categorie: riflessioni
31/01/2009

Amico mio, cosa cerchi? Non c'è nulla da cercare: tutto è in te. Basta solo che tu lo lasci vivere.
postato da: GuidoGrossi alle ore 12:30 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: emozioni
20/01/2009

Se ti annoi non cercare di riempire il tempo con novità. Chiediti piuttosto quando hai iniziato a perdere curiosità per la vita.

postato da: GuidoGrossi alle ore 15:07 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: riflessioni
13/12/2008

LA SESSUALITA

(… e il bisogno d’amore)

 

Milano, 17 e 18/01/09 – Gruppo di crescita

 

Sono seduto alla mia scrivania e, riflettendo sul tema del gruppo cioè sulla “sessualità”, sento un leggero imbarazzo a doverne scrivere. Come mai? Perché provo difficoltà a parlare di quella che ritengo, prima ancora della fame, la più grande e meravigliosa forza della natura, quella che garantisce la conservazione e l’espansione di tutte le specie?

Penso alla sessualità e senza volerlo le associo parole come “proibito”, “peccato”,  “sporco”… Eppure ho lavorato per anni sulla mia e sull’altrui sessualità e sono diventato, almeno così mi sembra per ciò che riguarda questo ambito, una persona sana ed equilibrata, che ha  un ottimo rapporto con il proprio corpo e vive in modo positivo tutto quello che attiene alla sessualità. Malgrado ciò, qualcosa di sottile lavora ancora in senso negativo dentro di me, tanto da farmi sentire un po’ sulle spine nell’affrontare in gruppo questo argomento.

Chi ha sporcato la mia sessualità? La famiglia? La Chiesa? Gli amici? I mass media? Forse un po’ tutti, e dato che ciò che è successo a me credo lo abbia subìto la maggior parte delle persone, voglio aiutarvi ad effettuare il mio stesso percorso, ma in tempi più brevi. Aiutarvi perciò a “pulire” la vostra sessualità, a non averne paura né vergogna e soprattutto a ritrovare il nesso profondo che esiste tra essa e l’amore.

Infatti chi ci ha “sporcato” ha fatto anche di peggio catalogando come sottilmente negativo tutto ciò che attiene al sesso e come positivo tutto ciò che attiene all’amore. In tal modo ha separato e contrapposto amore e sessualità, buono e cattivo, permesso e vietato. Separandoli ha commesso un altro grande delitto, che è quello di impoverire l’amore togliendogli il sostegno magico e potente della sessualità e di impoverire quest’ultima privandola del principale dei suoi scopi che, nel genere umano, è quello di celebrare l’amore.

Quante persone ricorrono ad una sessualità praticata, a detta loro, senza amore, mentre in realtà la utilizzano per sentire dell’amore almeno il profumo!

E dentro di loro, mentre pensano di “scopare” in modo animale, vorrebbero che l’altro in qualche modo li amasse.

E quante persone non hanno il coraggio di dire: “Ti prego, facciamo l’amore: ho un bisogno disperato di pelle e di calore!”. E quante persone lo fanno solo per gioco, per non correre il rischio di sentire i bisogni ben più profondi che stanno dietro!

Preparando un lavoro sulla sessualità la mia mente si apre immediatamente ad un lavoro sull’amore… ma  due giorni non bastano per trattare i due temi congiunti.

Ci concentreremo pertanto sulla sessualità. Ne parleremo insieme per confrontare il nostro vissuto con quello degli altri e con modelli nei quali la sessualità è una forza meravigliosa, centrale e creativa, e anche con modelli nei quali essa rappresenta un pericolo, una dipendenza, una spinta animale che si contrappone ad amore e spiritualità.

 

Parleremo di sessualità e piacere, di sessualità e vergogna, di sessualità e paura, di sessualità e libertà, di sessualità e amore.

Se ci sarà tempo lavoreremo anche sull’omosessualità che per molti è un forte tabù, mentre noi psicoterapeuti la riteniamo semplicemente conseguenza di uno sviluppo ritardato o di un blocco nella crescita sessuale dell’individuo e la trattiamo come una qualsiasi altra nevrosi.

Mi auguro che partecipino molti maschi in modo da raggiungere una parità numerica fra maschi e femmine. Sarebbe infatti molto utile per questo gruppo, dato che quasi tutti gli esercizi di coppia prevedono un abbinamento maschio-femmina.

L’obiettivo è quello di aiutarvi a uscire dal gruppo con:

-         maggiore consapevolezza delle caratteristiche della vostra sessualità

-         maggiore accettazione della stessa e di quella altrui

-         meno vergogna o paura

-         ma soprattutto un riavvicinamento e un’integrazione tra il bisogno di sessualità e il bisogno di amore.

Per ottenere ciò dovrete mettervi un po’ in gioco e, in alcuni momenti, rischiare. Fatelo: ne vale la pena! Infatti una sessualità priva di vergogna, vissuta in libertà e  connessa all’amore è uno dei più bei regali che la vita ci offre.

 

STRUMENTI TERAPEUTICI

Come in tutti i nostri gruppi, utilizzerò diversi strumenti.

- Strumenti corporei: il movimento creativo, la danza, la comunicazione corporea, l’utilizzo libero della voce, il mimo.

- Strumenti creativi: il disegno astratto, l’invenzione di favole, le fantasie guidate.

- Strumenti verbali: la condivisione a coppie o a gruppi, l’improvvisazione di comunicazioni verbali spontanee, il racconto di sé stessi, l’utilizzo della mente e della parola per l’analisi e l’interpretazione.

 

L’ORGANIZZAZIONE

Il gruppo si terrà il 17 e 18 gennaio a Milano, presso la palestra “La Rosa” in Via Adriano, 45 A (metropolitana più vicina MM2 - Crescenzago oppure, mettendosi d’accordo con me, MM1 Precotto).

Il sabato durerà dalle ore 10 alle ore 19, la domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30.

Si consiglia un abbigliamento molto comodo. Bisognerà portare carta da disegno e colori, carta da scrivere e penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.

Il gruppo sarà tenuto da Guido Grossi.

postato da: GuidoGrossi alle ore 09:33 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: appuntamenti, la sessualità, gruppi di terapia
21/11/2008

Un poco alla volta le parole si consumano, per lasciare spazio a un silenzio che avvicina profondamente o allontana irrimediabilmente.
postato da: GuidoGrossi alle ore 20:55 | link | commenti | commenti
categorie: emozioni
06/09/2008

“CENT’ANNI DI SOLITUDINE"  
 
GRUPPO ESPERENZIALE SULLA SOLITUDINE
 
Dice il proverbio: “Meglio soli che male accompagnati”. Nella realtà almeno un quarto dell’umanità vive male accompagnata per paura di essere sola.
Ma che cos’è questa solitudine che perseguita la maggior parte di noi? E’ possibile togliercela di dosso? E se è possibile come lo si può fare?
Lascio in sospeso questi “piccoli” interrogativi e riporto gli stralci di alcuni dialoghi (immaginari o reali?) con amici e pazienti.
 
-         “Ciao Franco… è tanto che non ci vediamo… come stai? Come va la tua vita?”.
“Non male nel complesso… sia il lavoro che la famiglia. Il problema è che mi porto dietro la solita sensazione di fondo: mi sento solo. Vivo come se avessi continuamente un buco nello stomaco, o talvolta nel petto, e sembra che nulla serva a colmarlo. Quando sono impegnato con il lavoro o con la famiglia non lo sento ma appena mi fermo e rimango solo riaffiora prepotente”.
 
-         “Sono contento, Serena, che la tua terapia stia volgendo al termine. Per curiosità professionalevorrei sapere: che cosa ti è stato più utile per risolvere i problemi con i quali eri arrivata da me, e cosa ti è risultato più gradevole nel percorso terapeutico?”.
“Sono venuta da te con l’impressione che comunque non sarei mai riuscita a eliminare la mia ansia cronica e il profondo stato di insicurezza nel quale vivevo. Dopo la morte dei miei genitori mi sentivo disperatamente sola, non sapevo a chi appoggiarmi e dove sbattere la testa. Anche i parenti e gli amici, seppur cari, non mi davano sollievo più che tanto. Il vero cambiamento, secondo me, è iniziato quando ho cominciato a fidarmi di te, a sentire che tu mi eri vicino e che “c’eri” come un amico, ma anche con la solidità e l’esperienza di un papà e l’accoglienza nutriente di una mamma. E’ stato per me determinante non sentirmi più sola ed è questa la sensazione più piacevole che ho provato in terapia. Mi ci è voluto un po’ di tempo per fidarmi… ne avevo così bisogno che farlo mi sembrava rischiosissimo. Molte altre situazioni, penso anche ai gruppi di terapia, sono state belle e intense ma, lo ripeto, nulla così determinante e piacevole come il sentirmi non più sola”.
 
-         “Ciao Paolo, mi fa piacere sentirti. Aggiornami un po’ sulla tua vita soprattutto dopo che ti sei separato da Marta e da tua figlia Lucia”.
“Cosa ti posso dire? Per i primi tre o quattro mesi mi sono sentito sollevato, leggero… mi sembrava un sogno dopo gli ultimi tre anni infernali di liti, lunghi silenzi, rimproveri. Poi ho cominciato a sentirmi solo, profondamente solo. Ancora adesso, dopo quasi due anni, mi sembra di non farcela: vorrei trovare un’altra compagna… ho fatto due nuove esperienze che però sono andate buche e non sono servite ad alleviare la solitudine. Vivo aspettando con troppa ansia i momenti nei quali posso tenere Lucia con me… ma anche lei non basta. Faccio, ancora oggi, molta fatica ad addormentarmi, mangio disordinatamente senza avere veramente fame e sono ingrassato di quasi sei chili. Ho intenzione, prima o poi, di riprendere la terapia perché sento che la mia vita è ancora troppo condizionata dalla solitudine”.
 
-         “Ciao Andrea, come stai? Come va ora che finalmente sei riuscito ad uscire di casa?” (Andrea ha 25 anni).
“All’inizio molto bene. Poi un po’ alla volta ho cominciato a faticare soprattutto per il senso di solitudine che mi porto dentro. Anche prima, quando vivevo con i miei genitori, spesso mi sentivo solo, ma era una sensazione diversa. Nella mia nuova casa mi muovo cercando continuamente una qualunque presenza “calda” e credo che finirò per prendere un gatto. Soprattutto mangiare da solo mi riesce difficile e appena ho una minima scusa, per esempio una piccola influenza, torno per qualche giorno dai miei genitori. Ho un bisogno fortissimo di una compagna ma, come tu sai, sono timidissimo e non so come fare a procurarmela. Non so come fare a uscire da questa situazione”.
 
-         “Ciao Alessandra. Come vanno il tuo nuovo lavoro e la tua vita a Bologna?”.
“Il lavoro bene, però fuori dal lavoro è un disastro. Mi sento sola da morire e non so cosa fare. Mi mancano le amicizie, i punti di riferimento, la mia città, la brutta Milano. Lavoro intensamente fino alle otto di sera per non avere spazi vuoti, poi ritorno stravolta a casa, mangio un boccone alla bell’e meglio (non ho nessuna voglia di cucinare) e guardo un film su Sky aspettando il momento di andare a dormire. Alle 8.30 sono già in ufficio. Bologna è bella, ma questo a cosa mi serve? Passo la settimana aspettando il venerdì sera per tornare a Milano. Vivo con il sogno costante di trovare il Principe Azzurro… ma col tipo di vita che faccio e con il carattere che ho sarà ben difficile che lo trovi”.
 
Tutte queste situazioni (ne potrei riportare tante altre simili) riconducono allo stesso problema: la solitudine.
Un po’ di solitudine ce la portiamo dentro tutti: è quella esistenziale derivata probabilmente da una dipendenza troppo prolungata dai genitori (caratteristica specifica solo della razza umana) e dalla consapevolezza della vita e della morte.
Una gran parte di essa invece è patologica e crea una forte sensazione di vuoto che tentiamo di colmare nei modi più diversi: riempiendoci di attività, di sesso, di cibo, di oggetti, di denaro, di viaggi, di ore passate davanti al computer o alla tv, di hobbies e di qualunque compagnia tenuta in vita a qualunque costo, pur di non sentirci soli. Come ultima spiaggia poi rimane la psicoterapia, utilizzata più per trovare una compagnia e un appoggio che non per cambiare veramente.
Come ho detto all’inizio, la maggioranza delle persone, dopo aver provato tutti i tipi di riempitivi che ho elencato, incapaci di sopportare il senso di solitudine, continuano a vivere “male accompagnati”. Penso a tutti i figli trentenni che, con le scuse più diverse, non escono di casa. Ai coniugi che, pur vivendo in disaccordo o ignorandosi reciprocamente, non si separano per paura della solitudine. A tutti coloro che non riescono a staccarsi da un gruppo o da una comunità che non fa più per loro.
 
E’ inutile dirvi altro: sono sicuro che, purtroppo, sapete perfettamente di che cosa parlo, ma forse non vi è del tutto chiaro quanto la vostra solitudine sia fisiologica e quanto patologica. E forse per la parte patologica non riuscite a trovare rimedio, o il rimedio lo conoscete però non trovate la forza e il coraggio per metterlo in pratica. Spesso infatti, per uscire dalla solitudine, bisogna effettuare un cambiamento profondo, che è vissuto dall’inconscio come molto rischioso.
Vi dico: cercate di riuscirci. Fate il salto. Ne vale la pena!
La solitudine infatti, quando è forte, condiziona pesantemente tutta l’esistenza come fosse una vera e propria paura. La troppa solitudine toglie lucidità e consapevolezza, rende impossibile essere liberi e creativi, ci impedisce di vedere ciò di cui abbiamo veramente bisogno e di avere la forza di andarcelo a prendere. La solitudine è una brutta bestia: bisogna in parte saperla accettare ma in parte riuscire a trasformarla.
 
 
OBIETTIVI
Certamente non è possibile in un solo gruppo risolvere un problema di solitudine. Potrete però, protetti dalla mia presenza e sostenuti dal gruppo, cominciare a immergervi in questa specie di abisso oscuro per conoscerlo meglio, cominciare ad incontrare la solitudine ed immaginare i modi possibili per “addomesticarla”. Infatti, una volta addomesticata, non fa più paura, non fa più male e, addirittura, può farci compagnia (non più “soli” ma in compagnia della nostra solitudine esistenziale, caratteristica vitale e parte integrante di noi) e può farci dire ogni tanto: “Ho bisogno di stare solo”. In particolare scopriremo insieme che spesso, per attenuare il senso di vuoto, è sufficiente fare uscire il nostro bambino interiore dal castello dove, per proteggerlo, lo teniamo rinchiuso. Provate a lasciarlo libero, occupatevi di lui, fatelo sentire protetto. Fatelo incontrare e giocare con altri “bambini interiori” e, come per incanto, non vi sentirete più soli. Il vostro bambino infatti andrà nella vita tenendosi per mano con tanti altri bambini.
 
 
STRUMENTI TERAPEUTICI
Come in tutti i nostri gruppi, utilizzeremo diversi strumenti.
-Strumenti corporei: il movimento creativo, la danza, la comunicazione corporea, l’utilizzo libero della voce, il mimo e la drammatizzazione teatrale.
-Strumenti creativi: il disegno astratto, l’invenzione di favole, le fantasie guidate.
-Strumenti verbali: la condivisione a coppie o a gruppi, l’improvvisazione di comunicazioni verbali spontanee, il racconto di sé stessi, l’utilizzo della mente e della parola per l’analisi e l’interpretazione.
 
 
L’ORGANIZZAZIONE
Il gruppo si terrà il 18 e 19 ottobre a Milano, presso la palestra “La Rosa” in Via Adriano, 45 (metropolitana più vicina MM2 - Crescenzago oppure, mettendosi d’accordo con l’organizzatore, MM1 Precotto).
Il sabato durerà dalle ore 10 alle ore 19, la domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30. 
Come d’abitudine si consiglia un abbigliamento molto comodo. Bisognerà portare carta da disegno e colori, carta da scrivere e penna e il necessario per mangiare insieme in palestra.
Il gruppo sarà tenuto da Guido Grossi.
postato da: GuidoGrossi alle ore 16:14 | link | commenti | commenti
categorie: appuntamenti, la solitudine, gruppi di terapia
20/08/2008

Non insegnare nulla a nessuno: aiutalo a vivere.

postato da: GuidoGrossi alle ore 09:52 | link | commenti | commenti
categorie: riflessioni
12/07/2008

La vita non può essere capita, ma solo vissuta.
Per capirla bisognerebbe comprendere il senso di tutto l'Universo.
postato da: GuidoGrossi alle ore 15:16 | link | commenti | commenti
categorie: riflessioni
10/07/2008

Si parla tanto di "perdono"... I cattolici, gli psicoterapeuti e altri lo pongono come traguardo della maturità.
Personalmente diffido della parola "perdono" perché sottintende un concetto di "colpa" e la colpa sottintende la presenza di un "giudice giudicante". Preferisco parola come "comprensione" e "accettazione". Mi piace immaginare che neanche Dio giudichi e perdoni, ma che comprenda e sorrida.
postato da: GuidoGrossi alle ore 11:45 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: riflessioni
07/07/2008

Apri la porta soprattutto a chi non ha il coraggio di bussare.
postato da: GuidoGrossi alle ore 14:02 | link | commenti | commenti
categorie: emozioni
03/07/2008

Sta' nel dolore... non scappare subito!
Il dolore può far emergere e farti conoscere parti di te sconosciute; può servirti a sperimentare modi nuovi per sostenerlo o eliminarlo.
Stare nel dolore e trasformare la situazione che te lo procura farà crescere la fiducia in te stesso e aumentare la tua consapevolezza.
Sta' nel dolore... ancora qualche attimo... ma con l'occhio totalmente rivolto verso te stesso e non verso il punto dal quale proviene.
postato da: GuidoGrossi alle ore 14:44 | link | commenti | commenti
categorie: paradossi
30/06/2008

Ho fatto di tutto per ottenere la felicità... poi mi sono distratto un attimo e mi sono sentito felice.
postato da: GuidoGrossi alle ore 13:00 | link | commenti | commenti
categorie: paradossi